venerdì 29 luglio 2011

VENTOTENE ... PER CHI AMA LA TRANQUILLITA'!!!


Tratto da il  "Corriere della Sera"

Quando gli americani liberarono l’isola, lo scrittore John Steinbeck era qui. L’ex presidente della Repubblica Pertini e Altiero Spinelli, il politico precursore dell’Europa Unita, furono rinchiusi nel carcere di Santo Stefano all’epoca della Resistenza. Ma molti vennero portati qui, al confino politico, ancora prima che l’Italia potesse raggiungere l’unità nazionale, come testimonia il libro Ventotene, isola di confino firmato da Filomena Gargiulo, uscito di recente e in vendita dal libraio dell’isola, Fabio Masi, nel negozio sulla piazza principale. È carico di storia questo piccolo lembo di terra al largo della costa laziale, incastrato tra Ischia e Ponza, con le testimonianze tutte in vista, a cominciare dal carcere di Santo Stefano che svetta nell’isola di fronte, sotto gli occhi dei visitatori.

Ancora pochi per fortuna. Niente aperitivi, niente happy hour, né trattamenti di bellezza. Il lusso a Ventotene sta nell’essere in pochi, lontani dalle isole affollate, per vivere meglio il mare e i piaceri del cibo in una vacanza decisamente slow. È meta preferita di manager stressati che vogliono staccare la spina, di appassionati di diving e naturalisti che qui possono passeggiare nelle campagne vista mare, fra orti, frutteti e campi di lenticchie, fiore all’occhiello dell’isola e ingrediente pregiato di tanti piatti. Sulle stradine a zigzag, costruite dai Borbone per accedere al paese dal porto, spesso circolano solo bici, motorini e auto elettriche; in paese si fa la raccolta differenziata e tutto dimostra l’amore per l’ecologia e la natura.

Lo stesso che hanno i proprietari dell’Elicriso, un piccolo hotel in campagna dove si dorme in mini appartamenti, ciascuno con un portico e barbecue in comune. I titolari vanno a prendere gli ospiti al porto con un’Ape, ma ci caricano solo i bagagli, mentre i clienti vengono accompagnati a piedi con una passeggiata di circa venti minuti per apprezzare le stradine dell’isola, con uno stop obbligatorio per un caffè nel pergolato zeppo di fiori del Giardino, bar e ristorante gourmet (da non perdere, le lenticchie con pomodoro, rosmarino, basilico, le millefoglie di alici, il pistacchio semifreddo).

In un angolo remoto dell’isola c’è anche Agave e Ginestra, piccolo albergo in una vecchia casa dove ogni ospite ha la sua amaca nel portico, per distendersi sotto un cielo di stelle. I proprietari - Pierfilippo Trento con la moglie di origini brasiliane Adalgisa da Silva - preparano, su richiesta, un’ottima cena con i sapori di Bahia o piatti isolani come pesce al cartoccio con erbe, caserecce con vongole, zafferano e zucchine. Per un tuffo nelle acque trasparenti c’è l’imbarazzo della scelta. Un bagno si fa a Cala Nave, una spiaggia piuttosto affollata in agosto; ma basta scendere presto per godere di un’immersione accanto agli scogli tra praterie di posidonia mentre si avvistano corvine, castagnole, scorfani o saraghi.

Prima o dopo la spiaggia la tappa d’obbligo è da Mast’Aniello, nuovo ristorante con pergolato e tavoli che guardano il mare dove i giovani Daniele Coraggio e Giancarlo Matrone offrono gustose grigliate con il pescato del giorno, calamarata con cozze e vongole e una pizza fragrante cotta nell’unico forno a legna dell’isola.
L’alternativa per un bagno e un aperitivo è Cala Rossano. Mentre si scende in spiaggia si incontra Il Gabbiano, chiosco affacciato sul porto, aperto fino a notte fonda il giovedì e il sabato con dj-set .

Tra i riti dell’isola c’è anche la colazione, rigorosamente in piazza Castello, e una puntata alla libreria Ultima Spiaggia, uno spazio che non ha niente da invidiare a quello di una grande città. Armati di libri e giornali ci si ferma sotto al pergolato del Verde, un vecchio bar con i tavoli all’ombra di una grande acacia, ideale per un caffè e una conchiglia con crema e marmellata, oppure si va da Zi’ Amalia, dove al mattino sfornano ottime pizzelle fritte napoletane e la sera piatti di pesce, come maltagliati con gamberi, vongole e finocchietto, scialatielli al nero di seppia, da gustare in piazza nei tavoli in legno e acciaio.

Qualche tappa per lo shopping? Al’Isola Che Non C’è, divertenti costumi a righe e maglie morbide per la sera, mentre all’Antico Forno Aiello si acquistano taralli e tiella di verdure che hanno stregato anche personaggi come il presidente Napolitano o D’Alema. Da Un Mare di Sapori, negozio al porto, si fa scorta delle celebri lenticchie con una buccia sottilissima e digeribile che non ha bisogno di ammollo. Ma il souvenir d'obbligo è una T-shirt di Evaso, eclettico negozio al porto di noleggio motorini e magliette. Che nelle stampe citano in modo ironico il vecchio carcere di Santo Stefano.

Scogli a picco sul mare, calette bianche, l’acqua trasparente dai fondali technicolor di Parata Grande o Calabattaglia, dove i gabbiani volteggiano nell’aria, fra profumo di rosmarino e origano. È questa la cifra dell’isola, e per fare il giro in barca c’è la cooperativa di pescatori Porto Romano. Prenotando Baccalà, un vecchio gozzo rimesso a nuovo, si fa il giro o si arriva a Santo Stefano, non senza prima aver organizzato una visita guidata al carcere, ormai in disuso, presso l’Associazione Terra Maris o rivolgendosi alla Pro Loco. E se gli amanti del diving trovano pesci e fondali da esplorare – Ventotene Diving Academy (tel. 0771.85.094) o Diving World (tel. 0771.85.167) forniscono l’attrezzatura – l’isola è anche meta di appassionati di birdwatching, soprattutto a settembre e ottobre. Chi viene nel periodo giusto può organizzare un’uscita con la biologa Annarita Matrone.

A Giulia, la figlia dell’imperatore Augusto confinata dal padre qui per i suoi costumi troppo libertini, è dedicato l’albergo Villa Iulia, affacciato sulla spiaggia di Cala Nave, a pochi passi dalla piazza centrale dove si trova anche il Mezzatorre, hotel 3 stelle con appena quindici stanze. La numero 8 è affacciata su Santo Stefano, con un balconcino da cui si ammira un’alba spettacolare, con un sole rosso fuoco che sembra emergere imponente dalle profondità del mare.

È bello passeggiare di primo mattino sulla spiaggia, ma ancora di più camminare nelle stradine che attraversano orti, piante di fichi d’India, capperi, ulivi, viti e frutteti, in un’isola che non ha dimenticato la sua vocazione agricola. È facile incontrare qualche contadino con la stadera che, come ai tempi delle nonne, vende in strada fichi d’India, fichi e albicocche del suo orto, oppure altri che, come Vincenzo Talircio, in estate parcheggia la sua Ape vicino al porto e vende, fra l’altro, origano essiccato profumatissimo.

Tra campagna e mare anche la cucina di Aniello Silvestri: nuovo chef della Terrazza di Mimì, che coltiva personalmente il suo orto, poco distante dal locale, e prepara ogni giorno zuppa di lenticchie, pasta fresca fatta in casa alla pescatora. Vale una cena anche il ristorante Afrodite, in una piccola grotta con un balconcino e pochi tavoli a lume di candela affacciati sul porto. Nel menu, solo sapori di mare: paccheri allo scorfano, aragoste locali bollite con verdurine.

Sull’isola non mancano case da affittare per una vacanza in totale libertà: piccoli appartamenti al porto ideale per uscire subito in gommone o villa defilate per vivere con lentezza tra mare e campagna.

1 commento:

  1. Finalmenteeeeeeeeeeeeeeeeeeee. Finalmente, da un internet point della mia città, ce l'ho fatta a diventare tua follower e a dirti che questo sito mi piace veramente un bel po'. e poi è utile, ecco!!

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