lunedì 21 novembre 2011

PIETRAFERRAZZANA, IL BORGO PIU' PICCOLO D'ABRUZZO!

Tratto da "IL CENTRO"



PIETRAFERRAZZANA. Se anche qui la superficie terrestre si misurasse in "blustrugs", in confronto l'impero di Lilliput, dove oggetti e persone sono grandi come un dodicesimo del normale, avrebbe un'estensione incommensurabile, «fino all'estremità del globo». Cinquemila "blustrugs" distribuiti intorno a Mildendo, la capitale di Lilliput, ammontano a circa 12 miglia di territorio. Fatte le dovute proporzioni con i numeri dell'isola immaginaria dei "Viaggi di Gulliver" con le creature umane alte nemmeno sei pollici, Pietraferrazzana avrebbe la dimensione della sala di stato di sua maestà Golbasto, raccontata nel libro di Jonathan Swift. Quasi un paese-miniatura, un granello di polvere.

Lo stesso che in Abruzzo, dove il borgo a destra del fiume Sangro e a ridosso del lago di Bomba, ha il territorio comunale più piccolo della regione: appena 4,3 chilometri quadrati. Non è che sia uno sgabuzzino, sia chiaro: solo per fare un esempio, qui ci starebbero l'uno di fianco all'altro 560 campi da calcio regolamentari. Non è tanta, allora, l'estensione complessiva di tutti quei terreni di gioco? No, se paragonata alla vastità dei territori di altri comuni vicini e lontani, che di stadi potrebbero accoglierne a migliaia.

Ma per un Comune c'è un vantaggio ad avere un territorio poco esteso. Significa rendere gloria alla parola "meno", spesso usata con valore spregiativo: meno vie da manutenere, meno acquedotti da riparare, meno fogne da controllare, meno cassonetti da vuotare, meno strade da far percorrere allo scuolabus, meno segnaletica, meno abitazioni sparse, meno anziani da prendere nelle case per accompagnarli alle visite specialistiche e in municipio. Insomma, meno rogne, meno tutto. Significa anche meno spese per il bilancio comunale, già di per sé magro in tempi di pesanti tagli nei trasferimenti dello stato: le uscite correnti ammontano a 300mila euro, mentre poco più di un milione di euro è il totale generale delle spese. In confronto Lemuel Gulliver, il medico-naufrago grosso quanto 1.728 lillipuziani, costava molto di più solo per quantità di cibo e bevande consumate: un milione e mezzo di sprugs, la più grossa moneta d'oro del regno di Lilliput. Una cifra insostenibile per l'isola, se per il ministro del tesoro Flimnap il sostentamento dell'uomo-montagna stava per affossare il bilancio dell'impero.

Ma a Pietraferrazzana, che, di lillipuziano di sicuro non ha la lunghezza del nome, sono convinti che, in effetti, piccolo oltre che "meno" sia anche bello e, visti i tempi grami per le finanze pubbliche, sia pure meglio. Quasi una fortuna in un periodo di ristrettezze economiche. «Il paese si estende su una piccola superficie e non ha contrade», spiega il sindaco Pierino Liberatore, una lunga esperienza di primo cittadino negli anni Novanta, poi vice sindaco per due mandati e oggi nuovamente primo cittadino, esponente Idv, «abbiamo poco più di tre chilometri di strade comunali, 3,5 chilometri di acquedotti, 2,2 chilometri di fogne. Ma qui ci sono anche un impianto di depurazione, un vigile urbano e un ufficiale dello stato civile. Il segretario comunale è in convenzione, l'operaio è a metà con Montebello sul Sangro, il tecnico è dell'ex Comunità montana di Villa Santa Maria e l'incaricato del servizio di contabilità è un collaboratore. Anche per i rifiuti utilizziamo i mezzi dell'ente montano».

Il paese, compreso tra i torrenti Cefalone e Buttafuoco, in passato contrada del Comune di Colledimezzo dal quale ha avuto l'autonomia nel 1963, si era distinto nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio scorsi per essere stato quello del Chietino con più liste in campo, cinque con altrettanti candidati a sindaco, e con 36 aspiranti consiglieri rispetto all'esiguo numero di elettori: 110. In pratica un candidato consigliere ogni tre abitanti. Ma il borgo è anche quello che, sempre rispetto al numero dei residenti, vanta il più alto numero di statue: quattro, una ogni trenta abitanti: la Madonna del lago, realizzata per i Giochi del Mediterraneo 2009; quella del cuoco con la scritta "La terra avara per il mondo li sparse", la scultura di San Pio e il cippo ai Caduti della Seconda guerra. Ci sono anche una farmacia, una pasticceria e un bar; le Poste, l'ambulatorio medico e la Protezione civile Valsangro. Le scuole no.

La fondovalle Sangro, ossia la strada a scorrimento veloce che collega l'Adriatico con il Molise e la Campania, è lì a un passo, ma è strada statale gestita e curata dall'Anas. La parte a monte del borgo, invece, è attraversata dalla strada provinciale. Le uniche incombenze per il Comune sono le manutenzioni delle vie interpoderali, tra l'altro poco utilizzate dagli agricoltori perché i campi non sono più coltivati come una volta, ma che l'ente cerca di tenere lo stesso percorribili per evitare che in caso di incendi i luoghi dei soccorsi si presentino come foreste impenetrabili. «Per estensione siamo il centro più piccolo d'Abruzzo», riprende il sindaco Liberatore, «e ciò porta a spendere meno per tante cose, anche se i servizi che garantiamo sono sempre gli stessi. Certo, avere un territorio ridotto ci fa risparmiare parecchio, ma gli adempimenti sono identici a quelli di tutti gli altri comuni. Siamo avvantaggiati perché c'è meno dispersione nell'attività comunale, quindi non dobbiamo fare grandi sforzi per accontentare quanti si rivolgono in municipio per un servizio. E i soldi così risparmiati li riversiamo nelle attività che cerchiamo di erogare nel migliore dei modi e negli investimenti».

Ecco quindi il recupero di due lotti nel centro storico con 800mila euro di spesa e la realizzazione di 12 alloggi dati in affitto, il parcheggio da 80mila euro, il campo di calcetto e i bagni pubblici di fronte al municipio, sei box auto in locazione, il belvedere sulla roccia con stradine, parapetti, fonte e panchine, le luci pubbliche a risparmio energetico per 50mila euro. Insomma, investimenti di qua per i risparmi fatti di là. Chi l'ha detto che piccolo è anche sinonimo di limitato?