martedì 14 giugno 2011

PACENTRO




Sempre nel territorio della valle Peligna, a 25 min. da Bugnara e a 16 min. da Pettorano sul Gizio, troviamo l'incantevole borgo di Pacentro.
Per ciò che riguarda la nascita del borgo, la leggenda narra che Pacinus, eroe troiano, lasciato Enea sulle rive del Tevere, s'inoltrò per il Sannio e arrivato ai piedi del Monte Morrone vi fondò Pacentro.

UN PO' DI STORIA
Tra il  X e XI sec., è eretto il castello a difesa della popolazione della Valle Peligna, minacciata dalle scorrerie dei barbari. Intorno ad esso sorgono le prime case e chiese, e si sviluppa l'economia del borgo. Nel corso degli anni il borgo è divenuto possedimento di diverse dinastie, addirittura tra il 1200 ed il 1400 è conteso dagli Angioini e gli Aragonesi. Nel XX sec. il borgo è colpito nel corso del Novecento da due ondate di emigrazione, agli inizi del secolo e poi tra gli anni '40 e '60, che causano il suo spopolamento.

COSA VISITARE?

Al sommo della collina si erge il Castello dei Caldora. Questo faceva parte - insieme ai castelli di Pettorano, Introdacqua, Anversa, Bugnara, Popoli e Roccacasale - del sistema difensivo della Valle Peligna. Una camminata per il borgo permette di scoprire altri luoghi interessanti.

(canaje)
 I Canaje è l'antico lavatoio pubblico, costruito con lastroni di pietra. Le donne lo raggiungevano da ogni punto del paese, trasportando sulla testa le caratteristiche "uaccile", particolari catini di rame.

Tra le chiese, merita una visita la cinquecentesca Chiesa Madre. La porta d'ingresso originaria è custodita all'interno ed è opera pregevole di un artista locale, interamente intagliata nel legno. La volta della chiesa è tutta coperta di stucchi. All'esterno si può osservare il campanile che per altezza è secondo, nella valle, solo a quello dell'Annunziata di Sulmona.

Di fronte alla chiesa si trova una monumentale fontana.
Nei dintorni fanno bella mostra di sé diversi palazzi signorili dagli splendidi portali, come Palazzo Tonno, Palazzo La Rocca (il municipio odierno), Palazzo Avolio, Palazzo Massa, Palazzo Granata, Palazzo Simone ed altri ancora che è bello scoprire passeggiando.

Tornando alle chiese, quella di San Marcello (1047) è la più antica del borgo. Contiene interessanti affreschi e presenta un portale di legno intagliato da artigiani locali.

Ritornando a girovagare nel centro storico, è tutto un susseguirsi di sorprese e scorci affascinanti, come quelli di via del Castello, di via di Sotto, di Porta della Rapa. Di notte, il borgo diventa magico. Illuminato solo da lampade le cui fiammelle immerse nel silenzio, fanno assaporare tutto il  mistero che l'avvolge.

PRODOTTI LOCALI

L'artigianato fu, senza dubbio, la prima opera di sostentamento della popolazione. Ed anche oggi rappresenta una forma di economia del borgo. Tipica resta la lavorazione della terracotta (tipica è la lavorazione delle famose statuine per il presepe).
Per quello che riguarda la gastronomia, possiamo notare come, ancora oggi, rispecchi la tradizione di vita semplice della popolazione, promuovendo l'utilizzo di prodotti locali, come le carni ed i formaggi, provenienti dagli allevamenti del luogo. Uliveti e vigneti che producono ottimo olio e vino. Utilizzando questi semplici prodotti della terra, i piatti tipici sono:
- i maccheroni alla chitarra con sugo e polpettine di castrato spolverati da un profumato pecorino
- la pecora bollita all'u cuttur
- i ravioli alla ricotta
- gli gnocchi con sugo di pecora
- la polta che è diventata il simbolo della sagra culinaria.

FESTE E SAGRE
16-17 luglio: FESTA DEL RITORNO dove la popolazione omaggia coloro che sono emigranti che sono partiti per terre lontane ma che comunque hanno saputo conservare le tradizioni della propria terra d'origine.
13-14 agosto: SAGRA DELLA POLTA tipico piatto del luogo fatto con patate, cavoli e fagioli lessati con olio d'oliva. Si può gustare con e senza peperoncino.
20-24 agosto: I CALDORESCHI si rievoca, tra investiture di cavalieri caldoreschi, processi per magia nera ed eresia e celebrazione di un matrimonio medievale, l'Arrolamento della Gente d'Arme di Antonio Caldora (1450).
7 settembre: CORSA DEGLI ZINGARI per la Madonna di Loreto.
(come sempre le date sono indicative dei periodi. per eventuali variazioni comunicherò tempestivamente).

Spero che anche stavolta sia riuscita a suggerirvi un costruttivo itinerario ...
Alla prossima, Lian!

3 commenti:

  1. Grazie per aver scritto anche di questo splendido paese della Valle Peligna... Vale davvero la pena di essere visitato!!!

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  2. ma io non posso leggere i tuoi post.. mi fai troppa voglia di tornare in Italia!!!!

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  3. Che carino questo tuo blog! Grazie della visita, cara collega letterata :-)

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