mercoledì 15 giugno 2011

FURORE


E dalle affascinanti montagne degli Appennini, facciamo un bel salto e andiamo lungo la costa amalfitana, dove c'è un borgo che si fonde tra monti e mare ... FURORE!
Il suo nome viene dal latino "terra furoris" (Terra del Furore). Esso trae origine dalla furia delle acque del mare all'interno del suo fiordo.

LA STORIA
E' dall' epoca romana che si fanno risalire i primi insediamenti. I primi abitanti furono un gruppo di barbari in fuga, e pare che la difficoltà di raggiungere la zona li abbia preservati persino dall'attacco dei saraceni. E' a partire dal XV secolo che divenne possedimento della nobile famiglia dei Summonte. Da questo periodo risalgono le opere di uso industriale e le chiese che oggi si possono osservare nel borgo.

COSA VISITARE?



Dopo una serie di ampi tornanti si arriva a Furore, detto "il paese che non c'è". Dinfatti, più che un paese, esso si presenta come uno sparso abitato, dove le case spuntano da costoni di roccia. Anticamente la loro funzione era quella di presidiare la campagna.


Il borgo del Fiordo, punto nevralgico di tutto il paese si trova invece ai piedi della rupe.

(mulino)
 Edifici storici di pregio possono essere considerati i due mulini e le due fabbriche di carta, interessanti esempi di archeologia industriale che utilizzavano la forza motrice dell'acqua. Accanto a quest'area si trovano i monazzeni dei pescatori, vecchi depositi di attrezzi. L'arenile incurvatoo in questa insenatura ha da sempre svolto la funzione svolto di approdo per le imbarcazioni.
Il borgo dei pescatori dopo una lunga decadenza è ora completamente restaurato.
Da osservare con un certo stupore è la galleria d'arte "all'aria apertac" composta da più di cento murales e sculture che fanno di Furore un "paese dipinto" che si racconta anche in questo modo.
Le 4 chiese di  S. Giacomo, S. Elia, S. Michele e S. Maria sono le uniche altre testimonianze del suo passato.

Ma, in tutto questo quella che è la vera attrazione di questo paese-non paese sono le sue bellissime vedute: gli ulivi, le vigne terrazzate, i pergolati dei limoni, i tetti rossi e le colorate maioliche dei piccoli campanili, e... il mare azzurro, sempre presente fino nella curva dell'occhio.

PRODOTTI TIPICI


Data la sua particolare conformazione territoriale e l'amenità del suo clima i prodotti tipici sono essenzialmente due: il pomodorino al filo, detto piennolo, e la vite ( Furore, difatti, viene demoninata anche la città del vino) coltivata a sui fianchi scoscesi della collina.

Il piatto tipico è, logicamente, una ricetta frugale, nata dai pescatori che utilizzavano i prodotti della terra e del mare: totani e patate! Oggi, nei vari ristorantini tipici che potete trovare lungo la costa, avrete la possibilità di gustare il migliaccio, la minestra maritata o la caponata altri piatti tradizionali del luogo.

SAGRE E  FESTE

- 4 luglio: 24° edizione "coppa del Mediterraneo" campionato tuffi grande altezze.
- 24-25 luglio: Festa 500 organizzato dal fiat 500 club Italia.
- 12-13 agosto: festa di San Pasquale Baylon con canti, suoni e golosità dalla "terra furoris".
- 28 agosto: festa, farina e ... folk si festeggia s. Caterina d'Alessandria, secondo il culto dei mugnai.
- 7 settembre: Festa del fico d'India.



- 13-19 settembre: "Muri in cerca d'Autore" presentazione di murales e sculture en plein air.

Alla prossima, Lian!

4 commenti:

  1. Wow che belloooooooooooooooooo!!!!!!!!!!! Un posto spettacolare.... spero di poterci andare prima o poi... W l'Italia!!!!

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  2. E' davvero un posto speciale, ti lascia senza fiato...come tutta la mia amata costiera :-)
    Ciao e grazie per essere passata da me. Mi piace il tuo blog, io adoro viaggiare, quindi ti seguirò spesso.
    A presto.

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  3. io nel mio viaggetto in costiera amalfitana ho alloggiato a Praiano (vicinissimo a Furore), spendendo poco, mangiando benissimo e godendo di un panorama unico!!!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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